RIVALUTAZIONE DELLE SANZIONI IN MATERIA DI SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO (incremento +15,9% dal 01/07/2023)

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La rivalutazione delle sanzioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro è frutto di quanto previsto dall’art. 306 comma 4-bis del D.Lgs. n. 81/2008, introdotto dall’art. 9, comma 2, del D.L. n. 76/2013, per cui “Le ammende previste con riferimento alle contravvenzioni in materia di igiene, salute e sicurezza sul lavoro e le sanzioni amministrative pecuniarie previste dal D.Lgs. n. 81/2008 nonché da atti aventi forza di legge sono rivalutate ogni cinque anni con decreto del direttore generale della Direzione generale per l’Attività Ispettiva del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, in misura pari all’indice ISTAT dei prezzi al consumo previo arrotondamento delle cifre al decimale superiore”.

 

La prima rivalutazione è avvenuta a decorrere dal 1° luglio 2013, nella misura del 9,6% e si è applicata esclusivamente alle sanzioni irrogate per le violazioni commesse successivamente alla suddetta data.

Il secondo incremento delle sanzioni, nella misura dell’1,9%, si è avuto a decorrere dal 1° luglio 2018 per effetto del Decreto direttoriale 6 giugno 2018, n. 12.

Ulteriore incremento delle sanzioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro è stato introdotto dall’art. 1, comma 445, della L. 30 dicembre 2018 n. 145, Legge di Bilancio 2019, che ha previsto l’aumento del 10% di tutte le sanzioni, amministrative o penali, previste dal decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81.

Con il D.D. 20 settembre 2023 n. 111, il Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali ha disposto, a decorrere dal 1° luglio 2023, che le ammende riferite alle contravvenzioni in materia di igiene, salute e sicurezza sul lavoro e le sanzioni amministrative pecuniarie previste dal decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, nonché da atti aventi forza di legge, sono rivalutate nella misura del 15,9%.

La rivalutazione quinquennale è stata determinata in linea con la variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo registratasi nel quinquennio 2019- 2023.

Il decreto è stato inviato agli organi di controllo per le verifiche di competenza ed è ancora in attesa di essere pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.


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